Qualche mese fa leggevo un articolo che più o meno si intitolava “10 modi per capire se hai più di 40 anni”, o qualcosa del genere. Ricordo che uno di questi era “in casa hai molti CD, ma sono anni che non ne compri uno”. Eccomi, pensai. Per me è proprio così, e iniziai anche a pensare ad altri “sintomi”. Uno di questi è sicuramente l’attenzione che ripongo nel bucato, in particolare quello della biancheria intima, a cui fino a qualche anno fa prestavo molta meno cura, anche perché ero molto meno sensibile, diciamo così.

Ci vuole la stoffa giusta

È proprio così, nella vita come nel bucato è questione di stoffa prima di tutto, poi bisogna anche saperla valorizzare, ovviamente. Il primo consiglio quindi che mi sento di dare è quello di utilizzare biancheria di cotone o seta, riducendo il più possibile la presenza di materiali sintetici. Il secondo consiglio è di preferire intimo bianco, almeno quello che indossiamo quotidianamente, perché si potranno utilizzare prodotti specifici per eliminare i batteri, che sono i primi nemici di un bucato fresco, pulito e igienizzato. Ovviamente vale sempre la regola d’oro di separare il bianco dai colorati (io separo anche i colori chiari dai colori scuri).

La natura ci assiste

Ammetto che mi piace molto studiare e trovare soluzioni alternative alle solite, anche perché spesso così facendo imparo tanti trucchi che posso fare miei e poi condividere. La prima cosa che cerco sempre di fare è capire se posso usare prodotti naturali, anche perché spesso l’utilizzo di prodotti chimici può provocare allergie e dermatiti. I prodotti che mi sento di raccomandare per la biancheria sono il sapone di marsiglia, il bicarbonato, o anche il percarbonato di sodio, meno conosciuto. Quest’ultimo è un ottimo sbiancante, totalmente naturale e possiede notevoli proprietà igienizzanti. Di solito si presenta in forma di grani ed è in grado di eliminare anche le macchie più ostili.

Leggere le etichette aiuta sempre

Non solo leggere le etichette dei nostri capi, soprattutto quelli delicati, è una pratica molto importante, ma io raccomando anche di rileggere di tanto in tanto il manuale di istruzioni della lavatrice, soprattutto con i nuovi modelli, che spesso riservano funzioni che possono aiutarci a risparmiare tempo e consumi, oltre che a migliorare la qualità del bucato. Per quanto riguarda le etichette sui capi, i simboli a cui prestare più attenzione sono quelli relativi al candeggio, alla stiratura e all’asciugatrice. Se da un lato usare candeggina ci garantisce un bucato disinfettato e quindi fresco, dall’altro potrebbe danneggiare i nostri capi delicati. Lo stesso vale per l’asciugatura e la stiratura: se possibile asciugare al sole è la cosa migliore, ma se si usa un’asciugatrice occorre verificare se si può usare alta o bassa temperatura. La stessa cosa vale per la stiratura: è una buona pratica, ma attenzione alle temperature!

In definitiva, il tempo passa, in casa abbiamo solo vecchi CD, e la biancheria intima richiede sempre più cure. Molto spesso però queste attenzioni possono risparmiare grandi fastidi, o addirittura evitarci di dover seguire, noi, altre cure.