Non è che non ami stirare, anzi, ammetto che vedere il bucato ben stirato, in particolare le camicie, mi dà grande soddisfazione. È solo che l’atto in sé di stirare ha una reputazione così cattiva, che spesso esiste un vero e proprio blocco psicologico. Non mi stupisce che ormai alle grandi fiere tecnologiche, accanto ai nuovi smartphone e ai robot di ogni forma, comincino ad apparire macchine fantastiche che promettono di stirare e piegare tutto il bucato in piena autonomia. Bene, sicuramente ci arriveremo prima o poi, ma fino ad allora ci tocca seguire la tradizione, quindi se non volete o potete portare le vostre camicie in lavanderia, tanto vale imparare qualche trucco e fare un po’ di pratica.

Chi ben comincia è a metà dell’opera

Passano gli anni e la tecnologia avanza rapida. Oggi esistono tessuti, lavatrici e asciugatrici che, all’ora di metterci a stirare, ci rendono la vita un po’ più facile rispetto a quello che dovevano fare le nostre mamme, però se vogliamo vedere le nostre camicie ben stirate dobbiamo ancora darci da fare. Un buon risultato per me inizia nel momento in cui scelgo le camicie in negozio: oggi si trovano tessuti con trattamenti che facilitano molto la vita di chi stira. Io personalmente ho trovato il mio “cotone ideale” e per il momento ogni volta che compro una camicia nuova so a chi rivolgermi. Certo, questo da solo non basta, perciò ho una procedura che è molto facile da seguire.

Le camicie iniziano a stirarsi molto prima di arrivare sull’asse da stiro

Prima di tutto se si usa un’asciugatrice è importante non asciugare del tutto le camicie, ma stenderle ancora un po’ umide. La mia asciugatrice ha un programma apposta, però io preferisco stendere le camicie ancora quasi del tutto bagnate. Prima di stenderle poi le “tiro” per bene, e le appendo utilizzando due mollette sul colletto: in questo modo la camicia si rilasserà e farà meno pieghe. Ultima accortezza prima di passare all’asse da stiro: è bene che le camicie non siano del tutto asciutte, ma ancora un poco umide. Nel caso in cui non mi sia possibile toglierle dallo stendino umide per poi stirarle, allora le inumidisco prima di stirarle. Per fare ciò uso una semplice bottiglia con nebulizzatore.

Provare, provare e provare

Come si diceva una volta: “vale più la pratica che la grammatica”, e anche se questo proverbio non mi è mai piaciuto molto, devo riconoscere che in questo caso si applica bene. Bisogna trovare la configurazione giusta, avere un asse da stiro ampio, un buon ferro - possibilmente a vapore - e per avere un risultato migliore si può ricorrere a un vecchio trucco: il mini asse da stiro per le maniche, che sono la parte più difficile, almeno per me. Quindi, ecco la mia procedura:

  1. Inizio sempre dalle parti più piccole, overo spalle, bottoni e colletto, altrimenti il rischio è quello di iniziare a creare pieghe indesiderate nel corpo della camicia.
  2. Poi stiro sotto il colletto, partendo dal centro e andando verso le punte.
  3. Quindi passo a stirare le spalle: apro la camicia e la stendo sulla punta dell'asse da stiro.
  4. Prima della maniche stiro tutto il il corpo principale della camicia, passando dal basso verso l’alto.
  5. Infine passo alle maniche: inserisco le maniche nel mini asse da stiro e le stiro ruotandole man mano, facendo attenzione a non lasciare pieghe.

Occhio ai dettagli

Naturalmente non abbiamo ancora finito, perché restano alcune parti molto importanti, da non trascurare: asole e bottoni. Per stirare queste parti, io posiziono la camicia aperta sull’asse e passo con il ferro da un’asola all'altra lungo tutta la camicia. Quindi giro la camicia e, con la punta del ferro, passo con molta attenzione intorno ai bottoni.

Nello scrivere questa procedura mi rendo conto che il proverbio aveva proprio ragione: in questo caso vale molto di più mettersi a stirare e fare pratica, piuttosto che cercare una teoria valida. Il mio ultimo suggerimento, per i principianti, è quello di iniziare con le magliette e poi con le camicie che vanno sotto i maglioni, non si sa mai.