Se state leggendo questo post significa che anche voi avete l’enorme fortuna di avere nella vostra vita dei piccoli compagni di viaggio, da cui possiamo imparare ogni giorno qualcosa. Ecco perché per scrivere questi consigli ho chiesto direttamente a mio figlio di 5 anni, che è un vero portento quando si tratta di dare una mano in casa. Ammetto di essere stata fortunata da questo punto di vista, però sono anche convinta che ci siano alcune regole d’oro che, se applicate, possono rendere le pulizie domestiche un’attività divertente e formativa, sia per noi sia per i nostri bambini.

I bambini ci osservano

Chiunque sia genitore sa benissimo che il nostro comportamento, il nostro esempio, vale molto più delle nostre parole. Questo vale un po’ in tutto quello che facciamo, come parliamo, come ci relazioniamo con gli altri. Perció è importante che fin da quando i nostri bimbi sono piccoli, li abituiamo a vedere i compiti di casa, visto che di questo stiamo parlando, come qualcosa di piacevole e gratificante, e non come un dovere tedioso e pesante. Certo, non è sempre facile, perché si sa che le cose da fare sono tante, il tempo è poco, e i manuali del perfetto genitore non si applicano alla lettera a nessun genitore, però meglio mettersi nell’ottica giusta perché i risultati a lungo termine saranno più che gratificanti.

I bambini amano la routine

In questi ultimi anni è diventato sempre più di moda parlare di “zona di comfort”, cioè uno stato psicologico in cui le cose ci risultano familiari facendoci sentire a nostro agio e in controllo dell’ambiente in cui ci troviamo, facendoci quindi sperimentare bassi livelli di ansia e stress. Ebbene, questo vale ancora di più per i nostri bambini - grandi e piccoli - che si sentono meglio in situazioni e ambienti conosciuti. Perciò io consiglio di rendere le pulizie domestiche come un gioco che i nostri bambini conoscono bene, dove possano sentirsi a proprio agio, senza paura di sbagliare o di farsi male. Per fare ciò è bene iniziare dando loro compiti sempre proporzionali alle loro capacità, che dipenderanno quindi dalla loro età, tanto per cominciare. È bene affidare loro compiti che possano completare in autonomia, e di cui quindi sentirsi fieri.

Divertimento e gioco, due elementi fondamentali per il successo

Non serve essere psicologi per sapere che un bambino - ma direi anche un adulto - sarà molto più motivato se messo di fronte a un’attività potenzialmente ludica e divertente, piuttosto che a una noiosa e pesante. Perciò la cosa migliore che possiate fare, è trasformare le pulizie domestiche in un grande gioco: mettete un po’ di musica, ballate con i bambini, utilizzate i manici di scopa come microfoni per cantare, indossate grembiuli colorati. Insomma: divertitevi insieme ai vostri bambini! Avete presente quelle magliette con la scritta: balla come se nessuno ti stesse guardando? Bene, in questo caso sarà ancora meglio, perché potrete ballare insieme ai vostri figli, e al tempo stesso togliere la polvere dalla libreria, riordinare i cassetti, buttare cose che non usate più, e al tempo stesso aiuterete i vostri figli ad accrescere il senso dell’ordine e della responsabilità.

Tanti piccoli passi e i giusti premi

In generale non amo associare un premio ad ogni attività, perché penso che i nostri figli debbano anche imparare che alcune cose vanno fatte perché è giusto farle, senza che ci sia poi nessuno “premio”, oltre alla gratificazione di aver fatto bene il proprio dovere. Riconosco però che in alcuni casi, come per esempio quello delle pulizie domestiche, così come è giusto riservare una piccola gratificazione per noi stessi, allo stesso modo è bello dare un piccolo premio ai nostri aiutanti. Questo può essere un giochino, un gelato, un abbraccio. Insomma, nessuno conosce meglio di voi i vostri figli, e sono sicura che saprete dare loro la giusta gratificazione. La cosa secondo me importante è che i nostri figli si sentano dire che hanno fatto un buon lavoro perché si sono impegnati, e naturalmente se hanno fatto qualcosa “male” è giusto dirglielo, senza che questo pregiudichi la giusta ricompensa, che va sempre legata più all’impegno che al risultato.