Devo ammettere che adoro gli stili moderni e asciutti delle case di nuova costruzione, dove ogni spazio è ottimizzato e pensato con l’obiettivo di renderci la vita più facile. O almeno così dovrebbe essere, chiaro. Però c’è una cosa che spesso manca, a mio avviso, alle case contemporanee: la cucina abitabile. Quando ero bambina la cucina era semplicemente la stanza della famiglia, dove ci si ritrovava non solo per i pasti, ma dove la mamma passava gran parte della sua giornata, e intorno a cui quindi tutto gravitava. Oggi quasi tutte le mamme che conosco lavorano e passano in casa molto meno tempo rispetto a qualche anno fa e questo ha avuto tantissime conseguenze, tra cui quella di modificare il ruolo della cucina, che oggi è sempre meno una stanza dove si passa più tempo di quello necessario per cucinare. Resta però innegabile che, per poco tempo passiamo in cucina, a nessuno piace entrare in una cucina che abbia un cattivo odore. Quando questo capita i primi indiziati sono sempre due: il frigorifero e il lavello.

Prevenire è più facile che curare

Penso sia capitato a tutti di trovarsi un giorno con il lavello completamente otturato. Per me, è una delle cose più sgradevoli che possano capitare, perciò sto sempre attenta a non arrivare a certi estremi, anche perché spesso per sturare un lavandino occluso è necessario utilizzare prodotti chimici molto potenti, che possono anche danneggiare le tubature se usati con una certa frequenza. Ecco perché preferisco fare sempre attenzione agli odori che possono uscire dal lavello, perché sono il primo indizio di qualcosa che non va. Se avete problemi ricorrenti, il mio consiglio è quello di gettare nel lavello, anche solo una volta a settimana, un po’ di bicarbonato sciolto in acqua bollente.

Aceto e bicarbonato

Non so se avete mai fatto l’esperimento di miscelare aceto bianco e bicarbonato: ebbene il risultato è esplosivo, per così dire. Ecco quindi che se usiamo questi due amici-nemici insieme, otterremo un’ottima miscela in grado di liberare anche gli scarichi più intasati. Per i casi veramente complicati, sarà necessario ripetere l’operazione più volte, ma se volete assicurarvi che i vostri lavelli o lavandini siano liberi, potete tranquillamente procedere così: mettete mezzo bicchiere di bicarbonato nello scarico, aggiungete altrettanto aceto e lasciate agire per una ventina di minuti. Passato questo tempo, fate scorrere acqua calda, o meglio ancora acqua portata a ebollizione e ancora calda, Così facendo non avrete lasciato speranza alcuna alle incrostazioni di cibo e avrete la garanzia di un lavello pulito e fresco.

Non dimentichiamoci del limone

Il vantaggio del limone, che ha proprietà simile a quelle dell’aceto quando si tratta di rimuovere le incrostazioni e i residui che si possono trovare in uno scarico di un lavello, è che ha un profumo molto gradevole. A me personalmente piace tantissimo, ed è per questo che ho incluso questo metodo tra i rimedi naturali per liberare lavandini e lavelli da quei residui che possono causare cattivi odori. Il procedimento è molto simile a quanto esposto in precedenza con l’aceto. La differenza questa volta è che il limone non sarà mai troppo, dato appunto il suo profumo gradevole. In generale raccomando di utilizzarlo insieme al bicarbonato perché a differenza dell’aceto è meno viscoso, quindi se buttato direttamente nello scarico, rischierebbe di passare troppo velocemente e quindi essere meno efficace.

Occhio a non esagerare

Come scrivevo prima, aceto e acqua calda già fanno molto per risolvere i piccoli problemi legati ai residui che fanno sì che un lavello emani un cattivo odore. Bisogna però fare attenzione a due cose: la prima è quella di non eccedere con la quantità di aceto, perché troppo aceto potrebbe avere il risultato opposto, cioè quello di riempire la vostra cucina (o bagno) di un profumo non proprio gradevole. La seconda è legata alla temperatura dell’acqua: in generale l’acqua calda funziona meglio di quella fredda, però non bisogna eccedere perché far scorrere acqua bollente, per intenderci, potrebbe alla lunga causare danni anche importanti allo scarico e al sifone. Insomma, come sempre, è bene trovare la misura giusta, per questo raccomando di fare esperimenti, partendo da quantità e temperature più basse, per poi salire in base alle necessità.